Comune di Casalgrande
Comune di Correggio
Comune di Gualtieri
Comune di Novellara
Comune di Poviglio
Comune di Reggio Emilia
Comune di Scandiano
Unione dei Comuni Terra di Mezzo

Le assegnazioni per gli alloggi popolari di proprietà comunale vengono effettuate direttamente dai Comuni della provincia di Reggio Emilia attraverso graduatorie e bandi sulla base dei requisiti di cui sotto.

I REQUISITI

A norma dell’art. 15 della L.R. 8 agosto 2001, n. 24 e delle deliberazioni del Consiglio Regionale n. 327/2002 e n. 395/2002, possono partecipare al concorso i cittadini che alla data di presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:

a) CITTADINANZA ITALIANA O ALTRA CONDIZIONE AD ESSA EQUIPARATA, PREVISTA DALLA LEGISLAZIONE VIGENTE
Può chiedere l’assegnazione il richiedente che sia:
a.1) cittadino italiano;
a.2) cittadino di Stato aderente all’Unione Europea;
a.3) familiare, di un cittadino dell’Unione Europea, non avente la cittadinanza di uno Stato membro regolarmente soggiornante, di cui all’art. 19, del D.lgs. 6 febbraio 2007, n. 30;
a.4) titolare di protezione internazionale, di cui all’art. 2, del D.lgs. 19 novembre del 2007, n. 251 e successive modifiche (status di rifugiato e status di protezione sussidiaria);
a.5) cittadino straniero titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
a.6) cittadino straniero regolarmente soggiornante in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che eserciti una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo.

Al fine della permanenza nell’alloggio ERP la condizione di cui alla lettera a.6) si ritiene soddisfatta qualora il soggetto sia regolarmente soggiornante ed inserito in un percorso di politiche attive per il lavoro, attestato dai servizi competenti.

b) RESIDENZA O SEDE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA
Può chiedere l’assegnazione il richiedente che:
b.1) abbia residenza anagrafica o attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nell’ambito territoriale regionale da almeno 3 anni;
b.2) abbia la residenza anagrafica o svolga attività lavorativa esclusiva o principale nel Comune presso il quale si presenta la domanda o nel Comune o in uno dei Comuni cui si riferisce il bando di concorso.

Il soggetto iscritto all’AIRE può fare domanda presso il Comune in cui è iscritto, purché possa dimostrare la residenza anagrafica nell’ambito territoriale regionale per almeno 3 anni, anche non continuativi.

Il richiedente iscritto all’AIRE, entro il termine stabilito dal regolamento comunale e comunque non oltre 6 mesi dal provvedimento di assegnazione dell’alloggio, è tenuto ad occupare l’alloggio, pena la decadenza dall’assegnazione prevista all’art. 25, comma 7, L.R. n. 24 del 2001.

I limiti relativi alla residenza anagrafica possono essere derogati laddove si realizzino specifici accordi intercomunali, anche nell’ambito delle Unioni dei Comuni, volti a favorire la mobilità dei cittadini negli alloggi di ERP.

Il requisito della residenza dei 3 anni non viene accertato al fine della permanenza nell’alloggio ERP, ai sensi dell’art. 33, comma 1, L.R. n. 24 del 2001.

c) LIMITI ALLA TITOLARITA’ DI DIRITTI REALI SU BENI IMMOBILI
c.1) I componenti il nucleo avente diritto non devono essere titolari, complessivamente, di una quota superiore al 50% di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione sul medesimo alloggio ubicato in qualsiasi Comune del territorio nazionale e adeguato alle esigenze del nucleo familiare ai sensi del D.M. 5 luglio 1975.

Il requisito dell’impossidenza sul territorio nazionale non trova applicazione nei confronti di coloro che risultano assegnatari alla data di pubblicazione del presente atto sul BURERT, ai quali si continua ad applicare la scala provinciale.

Non preclude l’assegnazione e la permanenza nell’alloggio di ERP:

- la titolarità dei diritti sopraindicati, nel caso in cui l’alloggio su cui si vanta il diritto risulti inagibile da certificato rilasciato dal Comune. Il proprietario dell’alloggio dichiarato inagibile è tenuto a comunicare tempestivamente al Comune l’avvenuta rimessione in pristino del medesimo alloggio;
- la nuda proprietà di un alloggio, anche al 100%;
- il diritto di proprietà su un alloggio oggetto di procedura di pignoramento, a decorrere dalla data di notifica del provvedimento di rilascio dell’alloggio emesso dal Giudice dell’Esecuzione ai sensi dell’art. 560, comma 3, c.p.c.;
- il diritto di proprietà sull’alloggio assegnato al coniuge per effetto di sentenza di separazione giudiziale o di accordo omologato in caso di separazione consensuale o in base ad altro accordo ai sensi della normativa vigente in materia. In caso di cessazione della convivenza more uxorio il diritto di proprietà su un alloggio non preclude l’accesso nell’alloggio ERP qualora l’alloggio di proprietà rimanga nella disponibilità dell’ex convivente e ciò risulti almeno da scrittura privata autenticata intercorsa tra le parti.

d) ASSENZA DI PRECEDENTI ASSEGNAZIONI O CONTRIBUTI
d.1) I componenti il nucleo avente diritto non devono aver avuto precedenti assegnazioni di alloggi di ERP cui è seguito il riscatto o l’acquisto ai sensi della legge n. 513/1977 o della Legge n. 560/1993 o di altre disposizioni in materia di cessione a prezzo agevolato, sempre che l’alloggio non risulti inagibile da certificato rilasciato dal Comune o non sia perito senza dar luogo a risarcimento del danno.
d.2) I componenti il nucleo avente diritto non devono aver avuto precedenti finanziamenti agevolati in qualunque forma concessi dallo Stato o da altri enti pubblici al fine di realizzare o acquistare un alloggio, sempre che l’alloggio non risulti inagibile da certificato rilasciato dal Comune o non sia perito senza dar luogo a risarcimento del danno.

In entrambe le ipotesi d.1) e d.2) il proprietario dell’alloggio dichiarato inagibile è tenuto a comunicare tempestivamente al Comune l’avvenuta rimessione in pristino del medesimo alloggio.

e) REDDITO PER L'ACCESSO

Il limite di reddito per l’accesso è calcolato, ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, in base all’I.S.E. (Indicatore Situazione Economica) e all’I.S.E.E. (Indicatore Situazione Economica Equivalente), nel seguente modo:

e.1) Il valore I.S.E.   non deve superare Euro 34.308,60. Il patrimonio mobiliare dello stesso nucleo non deve essere superiore, al lordo della franchigia prevista dal D.Lgs. 109/98 come modificato dal D. Lgs. 130/2000, di Euro 15.493,71, a Euro 35.000,00 o ad € 45.500,00 qualora nella famiglia sia presente un anziano ultrasessantacinquenne o persona con invalidità pari o superiore al 67%;
e.2) Il valore I.S.E.E. del nucleo richiedente non deve superare Euro 17.154,30.

Per i nuclei con:

a) presenza di un solo reddito derivante esclusivamente da lavoro dipendente o da pensione;
b) reddito derivante esclusivamente da pensione e presenza di almeno un componente di età superiore ai 65 anni; il valore I.S.E.E., indicato al punto E1, è diminuito del 20%.

Le condizioni a) e b), riferite al valore I.S.E.E., non sono tra loro cumulabili.

I requisiti di cui alle lett. A) e B) sono da riferirsi al solo soggetto che presenta istanza, mentre i requisiti di cui alle lett. C), D) ed E) sono da riferirsi anche agli altri soggetti indicati nella domanda di alloggio.

Per quanto riguarda il requisito del reddito del nucleo avente diritto Il Consiglio della Regione Emilia Romagna ha definito  alcuni elementi, rinviando la disciplina puntuale di tale requisito ad un successivo atto di Giunta regionale, da emanarsi entro il 16-6-2016, alla luce delle risultanze delle nuove dichiarazioni ISEE:
1 . ISEE quale unico parametro di riferimento che, in considerazione di una serie di elementi reddituali, patrimoniali e personali che vengono considerati al fine della determinazione del medesimo, consente di valutare la situazione economica di un nucleo familiare, intesa come insieme di risorse disponibili; 2. eventuale revisione del valore ISEE per l’accesso all’ERP; 3. diminuzione della distanza attualmente esistente tra il limite di reddito per l’accesso e quello per la permanenza, in modo che il secondo limite superi il primo di un valore compreso tra un minimo del 20% e un massimo del 60%; 4. revisione del limite al valore del patrimonio mobiliare quale requisito per l’accesso e definizione di un limite anche ai fini della permanenza in modo che il secondo limite superi il primo di un valore compreso tra un minimo del 20% e un massimo del 60%, anche considerando la possibilità di introdurre una scala di equivalenza per la valutazione del patrimonio familiare; 5. revisione del sistema delle riduzioni al valore ISEE rilasciato dai centri competenti.